O un'elevata origine per un'umile esistenza o un'umile origine per un'elevata esistenza
Come conseguenza dei risultati di questo studio, si può ricavare che soltanto due grandi concezioni possono contendersi, nella loro reciproca opposizione, la supremazia nella teoria della conoscenza, senza possibilità di alternativa: o è vera o è vera l'altra. L'una, che riguarda il passato e il presente della specie umana divisa, dipendente e sottomessa; l'altra, che riguarda il futuro di una specie umana finalmente unita, libera e padrona di se stessa.
Se non consideriamo rilevanti le molteplici concezioni di piccolo cabotaggio che sono sorte sul terreno economico e politico, sociale e culturale dell'epoca capitalistica, quindi anche le recenti concezioni teorico scientifiche, denominate paradigmi, è solo perché queste riflettono semplicemente quel pluralismo relativistico senza fine che il mondo capitalistico ha creato per le proprie esigenze particolari e contingenti.
Le due grandi concezioni sulla natura e sulla società sono la concezione metafisica teologica e la concezione dialettica materialistica. I] La prima che si è sempre avvalsa del modo di pensare metafisico (in quanto separa la necessità dal caso), deterministico (in quanto concepisce la necessità come causalità), riduzionistico (in quanto attribuisce la necessità al singolo individuo, oggetto, evento), teologico (in quanto attribuisce tutte le cause a una causa prima divina). II] La seconda, che si avvale del pensiero dialettico che attribuisce la necessità soltanto ai complessi; che concepisce la necessità come cieca (in quanto rappresenta il rovesciamento del caso relativo ai singoli numerosi costituenti dei complessi stessi). Questa concezione si avvale della polarità dialettica caso-necessità come chiave di volta delle polarità dialettiche che riflettono l'evoluzione della materia nel cosmo.