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lunedì 8 agosto 2016

Il grande rimbalzo del Big Crunch

Oggi su "Repubblica.it" troviamo il seguente articolo dal titolo "L'universo ha avuto inizio con un esplosione o con un "grande rimbalzo" (big bounce)?" E continua:  "O con qualcosa di completamente diverso? La questione delle nostre origini è una delle più spinose della fisica, con poche risposte e un sacco di speculazioni e sensazioni forti. La teoria di gran lunga più popolare è l'inflazione, cioè l'idea che il cosmo si sia espanso esponenzialmente nelle prime frazioni di secondo dopo l'esplosione che l'ha fatto nascere."

L'autore di questo blog ha sempre affermato che la teoria dell'Inflazione è un "falso" tipico della fisica teorica che molto inventa con la matematica astratta e poco o niente garantisce di realistico. Alla teoria dell'"inflazione" si è sempre opposta la teoria del "big crunch" che, sempre ad avviso di chi scrive, non è sfociata nella chiara affermazione dell'universo pulsante: un universo, cioè, che inizi con il massimo di energia repulsiva, la quale si consuma a vantaggio della crescita dell'attrazione, realizzando una dialettica della materia dell'universo che, alternando repulsione e attrazione, dia luogo a cicli di lunga durata. E questa è la tesi dell'autodidatta.

mercoledì 29 giugno 2016

Finalmente l'ipotesi giusta sulla materia oscura


In questo mese prima alla chetichella, poi sempre più apertamente, gli addetti ai lavori della fisica cosmologica, hanno cominciato ad ammettere qualcosa che fino ad oggi solo un autodidatta aveva ipotizzato.

sabato 24 maggio 2014

III] Domande e risposte della cosmologia

(Continuazione) Dice De Bernardis che dopo vari sforzi si è giunti a calcolare oltre al 4% della materia visibile un altro 25% di materia oscura ma normale. Totale 29%. Il restante 71% è stato attribuito all'energia oscura: un'entità misteriosa: "Altre ipotesi alternative sono state confutate successivamente e, a oggi, più di dieci anni dopo, l'ipotesi dell'accelerazione dell'universo è confermata da tutti i nuovi dati raccolti. La strana componente di massa-energia non diluibile fu chiamata energia oscura, un nome che manifesta la nostra ignoranza sulla sua reale natura".

Appunto un nome contraddittorio che riassume in sé una opposizione inconciliabile: come fa una energia ad essere oscura? Come rappresentare una simile essenza contraddittoria? Come si può avvalorare l'idea di una energia oscura che non si manifesti come radiazione ma soltanto come repulsione? Di assolutamente oscuro ci può essere solo la massima densità della materia gravitazionale: i cosiddetti buchi neri.

venerdì 23 maggio 2014

II] Domande e risposte della cosmologia

(Continuazione) Qui possiamo osservare il massimo del capovolgimento operato dalla relatività generale. Qui tutto è pura apparenza: a muoversi sarebbe solo lo spazio che si trascinerebbe dietro le masse presenti in esso, e De Robertis avvalora la banale immagine di un universo che si espande come un panettone, grazie alla pretesa espansione dello spazio stesso (sic!).

"La relatività generale ci consente di capire meglio l'origine del redshift. Non sono le galassie che si muovono, ma è il sistema di riferimento (la "metrica"), cioè lo spazio stesso, che si espande. Le galassie restano ferme rispetto allo spazio in espansione, come le uvette restano ferme nella parte del panettone che si espande lievitando. Ma se tutte le lunghezze cosmologiche si allungano a causa dell'espansione del sistema di riferimento, la relatività generale dimostra che si allungano nello stesso modo anche le lunghezze d'onda delle onde elettromagnetiche che viaggiano nello spazio. Più lontane sono le galassie osservate, più lungo è il tempo di percorrenza, maggiore è l'espansione dell'universo durante il viaggio della luce, maggiore sarà l'allungamento delle sue lunghezze d'onda. Se le lunghezze dell'universo si espandono di un certo fattore dal momento in cui la luce lascia la galassia osservata al momento in cui arriva ai nostri occhi, le lunghezze d'onda della luce proveniente da quella galassia si devono espandere dello stesso fattore. E' la spiegazione del fenomeno del redshift ".

I] Domande e risposte della cosmologia

Tratte da "Osservare l'universo" (2010) di Paolo De Bernardis

L'importanza di questo libro, sia in positivo che in negativo, merita una attenzione particolare. Per questo gli dedicheremo tre post. Cominceremo con la dichiarazione d'intenti del suo autore: "studieremo l'universo nella sua globalità e la sua evoluzione: studieremo la cosmologia". Ed ecco le domande che egli propone: "Quanto grande è l'universo? L'universo evolve? C'è stato un inizio? Ci sarà una fine? Di che cosa è fatto l'universo? Tutte domande che vengono da lontano". Interessante è, però, la seguente ammissione: "comincia a crollare l'idea dell'universo eterno e immutabile che tanto piaceva a Newton e che tanto piacerà a Einstein".

Riguardo a quest'ultimo, riportiamo subito alcune osservazioni di De Bernardis: la prima riguarda la relatività ristretta, nel cui ambito Einstein pensò "che la gravità non fosse necessariamente da descrivere come una forza: un'accelerazione opportuna può provocare esattamente gli stessi effetti. E quindi si possono descrivere gli effetti della gravità come effetti di un movimento. Ma dalla relatività speciale sappiamo che il movimento modifica il tempo e le lunghezze. L'effetto della gravità è quindi di modificare le lunghezze e i tempi, deformando così la geometria dello spazio-tempo".

giovedì 22 maggio 2014

3] L'universo oscuro. Origine, conformazione ed evoluzione

Astronomia e fisica delle particelle: due metodologie opposte

(Continuazione) Nel 2007 sorse una questione fondamentale sulla quale vale la pena di riflettere. Scrive Panek: "L'argomentazione centrale era che l'astronomia e la fisica delle particelle sono due culture distinte. Gli astronomi sono "generalisti" che esplorano la complessità dell'universo caso per caso. I fisici delle particelle sono "fondamentalisti" che affrontano la complessità dell'universo nella speranza di trarne un "fondamento ultimo": una "verità". "L'energia oscura -scrisse*- è un legame unico tra esse, che riflette gli aspetti profondi della teoria fondamentale, apparentemente accessibili, però, soltanto attraverso le osservazione astronomiche"."

Nelle ultime pagine conclusive del suo libro, Panek riassume la situazione rivelando cose molto interessanti. Innanzi tutto scrive: "Gli osservatori avevano fatto il proprio lavoro. Avevano usato supernove, lenti gravitazionali, BAO, ammassi di galassie e la radiazione cosmica di fondo per accumulare dati sempre più solidi a sostegno dell'espansione accelerata, finché la comunità fu concorde: l'effetto era genuino. Poi gli osservatori avevano continuato a fare la loro parte, tentando di capire se l'energia oscura fosse la quintessenza o la costante cosmologica. E avevano continuato a fare il loro lavoro. "L'energia oscura è il pifferaio magico -scrisse White- che attrae gli astronomi al di fuori del territorio a loro familiare e li induce a seguire i fisici delle alte energie in un percorso che porta all'estinzione professionale"."

mercoledì 21 maggio 2014

2] L'universo oscuro. Origine, conformazione ed evoluzione

Da Newton ad Einstein, fino ad oggi: soluzioni fittizie ad hoc per problemi reali insolubili 

(Continuazione) Sia Newton che Einstein ebbero il problema di giustificare il mancato collasso gravitazionale dei corpi cosmici. Newton lo attribuì alla preveggenza divina, Einstein inventò una costante lambda. Ecco il metodo dei fisici matematici da sempre: inventare soluzioni ad hoc. Scrive Panek: "Nel 1931 Einstein, dalla Germania, andò a far visita a Hubble al Mount Wilson Observatory, nelle montagne a nord-est di Pasadena. Dopo aver esaminato personalmente i dati che dimostravano l'espansione dell'universo, Einstein abbandonò il suo fattore ad hoc.

Se prima il problema era perché l'universo non stava collassando, sorse in seguito un'altra domanda: in che misura esso si espande, ossia in che misura sta rallentando l'espansione? Saltando alcuni passaggi secondari per il nostro scopo, veniamo alla fine del Novecento: "Nell'autunno del 1997 i due gruppi [di studiosi di supernove] avevano ormai raccolto dati a sufficienza per tentare di stabilire, almeno in via preliminare, in quale misura l'espansione dell'universo stia rallentando e se esso sia destinato a finire in un big crunch o in un big chill [grande freddo]".

martedì 20 maggio 2014

1] L'universo oscuro. Origine, conformazione ed evoluzione

[Per un approfondimento della fisica cosmologica, in tre post successivi, ci serviremo di un libro fondamentale di Richard Panek, uscito nel 2011 col titolo  "L'UNIVERSO OSCURO" ]

Se la materia oscura è valutata il 23 per cento dell'universo e un altro 73 per cento è concepito come energia oscura, "la materia che ci costituisce è solo il 4 per cento. Come ama dire un teorico durante le conferenze, "Siamo solo un poco di inquinamento". Se noi e tutto ciò che abbiamo ritenuto l'universo venissimo spazzati via, ben poco cambierebbe. "Siamo assolutamente irrilevanti" conclude allegramente".

La conclusione è coerente con la l'errata idea della rilevanza quantitativa e della conseguente irrilevanza della rarità statistica. Seconda questa logica, tutto ciò che è raro e scarso quantitativamente sarebbe trascurabile, di poco conto. Trascurabile sarebbe, allora, la "Divina commedia" rispetto alle numerose "commedie" che si sono accumulate nella letteratura mondiale? Allo stesso modo sarebbe irrilevante la materia vivente rispetto a quella non vivente? Così sarebbe irrilevante la specie umana rispetto ai miliardi di specie che si sono evolute sulla Terra? E che cosa pensare di chi considera irrilevante ogni rarità statistica?

Come decifrare l'universo?*

Con "Le Scienze" ottobre 2009 era uscito un dossier dal titolo significativo "Decifrare L'UNIVERSO". In questo post ci occuperemo dell'ultimo articolo del dossier: "Dal big bang ai buchi neri". Autori: Paolo De Bernardis e Stefano Vitale. Interessante il sottotitolo: "Dopo le grandi scoperte sulla nascita e l'evoluzione dell'universo, la cosmologia affronta le sfide di materia oscura e di energia oscura e della presenza delle onde gravitazionali". Sapendo come è andata a finire quasi 5 anni dopo, può essere utile riprendere l'analisi che l'autore di questo blog svolse in quell'anno.

Entriamo subito nel merito di alcuni aspetti empirici come i fotoni che, dicono i due autori, "si separarono dalla materia dell'universo primordiale 380.000 anni dopo il big bang, quando l'universo si raffreddò a una temperatura di circa 3000 Kelvin, rendendo possibile la formazione dei primi atomi". Se ciò ha un senso fisico, lo ha nel senso che l'evoluzione della materia dopo 380.000 anni, continuò solo grazie al suo stesso, costante raffreddamento.

La posizione di De Bernardis e Vitale è chiaramente deterministica-meccanicistica, come si può vedere dal riquadro "Paradossi cosmici": "Oggi la materia è organizzata (!) nell'universo in una gerarchia (!) di strutture, fatte di filamenti di galassie, ammassi di galassie, galassie, stelle. L'universo deve quindi evolvere non solo espandendosi e raffreddandosi, ma anche passando dalla semplicità alla complessità. Deve essere la gravitazione ad addensare la materia, partendo da piccole concentrazioni di densità iniziali, che lentamente attirano la materia circostante, crescendo e strutturandosi".

domenica 24 marzo 2013

"La materia oscura che rallenta l'Universo"

"E' il 20% in più di quanto si credeva: rappresenta la parte ignota del cosmo"

E' così che il "Corriere della Sera" del 23/3/13 presenta i risultati prodotti dal nuovo satellite "Planck" dell'agenzia spaziale europea Esa, dopo 15 mesi di osservazioni. Secondo Nazzareno Mandolesi dell'Università di Ferrara e dell'Istituto Nazionale di astrofisica, l'aver misurato più materia oscura significa che l'energia oscura concepita fino adesso diminuisce, e quindi "che la velocità di espansione dell'universo è meno accelerata di quanto si ritenesse. Perché essendoci meno energia oscura l'universo è più lento, l'effetto attrattore che gli imprime velocità è dunque più ridotto".

lunedì 24 ottobre 2011

Energia repulsiva e massa attrattiva: i due opposti polari della materia in movimento

Ciò che i fisici teorici, con tutta la loro raffinatissima matematica pura, non hanno ancora compreso è che 1) l'esistenza della materia si manifesta unicamente come movimento, 2) il movimento è il fondamento della evoluzione della materia, 3) il movimento materiale evolutivo è garantito dalla polarità dialettica repulsione-attrazione, 4) la polarità repulsione-attrazione si manifesta nella forma di polarità energia - massa gravitazionale, 5) infine, il movimento repulsivo, dissipando energia, rovescia dialetticamente la repulsione in attrazione, l'energia in massa gravitazionale, e viceversa. Perciò la cosiddetta forza gravitazionale è semplicemente attrazione gravitazionale, conseguenza di una privazione, di una perdita: la dissipazione di energia repulsiva.

Che qualcosa di materialmente inesistente, come la "causa" della gravitazione, sia stata chiamata forza, e, anzi, che la forza sia stata moltiplicata in (fittizie) quattro forze fondamentali, è il lascito della fisica teorica del Novecento, che, metafisicamente, ha concepito la realtà materiale capovolta. Come conseguenza sorgono problemi insolubili: ad esempio, secondo Smolin ("L'universo senza stringhe", 2009), il problema della repulsione elettrica fra due protoni, che è molto più forte della loro attrazione gravitazionale di un fattore enorme, circa 10^38; oppure, quello della differenza cospicua delle masse delle particelle. "Per esempio l'elettrone ha un 1/1800 della massa del protone. E il bosone di Higgs, se esiste, ha una massa pari ad almeno 120 volte quella del protone".

lunedì 17 ottobre 2011

Megaverso o multiverso di Susskind: soluzione statistica solo sfiorata

Susskind ("Il paesaggio  cosmico", 2009) osserva: "Normalmente nessuno applicherebbe le leggi della statistica a un singolo lancio di moneta o di dado. L'interpretazione a molti mondi fa proprio questo, tratta gli eventi singoli in modo che, applicato al lancio della moneta suonerebbe un pò ridicolo. L'idea che ogni qual volta si lanci una moneta il mondo si divida in due copie parallele, il mondo-testa e il mondo-croce, non sembra un'idea molto utile".

In "Teoria della conoscenza" avevamo mostrato che la verifica della probabilità è un'assurdità, perché il singolo lancio di una moneta non può verificare p = 1/2, puo solo verificare che per caso avremo o testa o croce (per convenzione matematica, 1 per la faccia che esce e O per quella che non esce). Immaginare che una moneta si possa dividere in due copie parallele è qualcosa che poteva spuntare solo dalla mente dei fisici quantistici. Ma dicevamo anche che, su un gran numero di lanci, si può verificare la frequenza f = 1/2, e questa è l'inferenza statistica necessaria, la soluzione reale.

lunedì 3 ottobre 2011

Il big bang e l'universo ciclico

La dispendiosa evoluzione della materia

Partendo da punti di vista spesso diametralmente opposti, la maggior parte dei fisici che si occupano del big bang riescono a rifletterlo soltanto come singolarità, o punto infinitamente piccolo di densità infinita: ciò che, dal punto di vista fisico, non ha alcun senso. Che l'universo rappresenti, invece, energia-materia, o materia in movimento nel vuoto cosmo, è un'idea che viene completamente snobbata. Eppure, per poter pensare fisicamente l'espansione dell'energia-materia prodotta dal big bang, occorre necessariamente presupporre: 1) uno spazio cosmico vuoto e freddo, che permetta il movimento repulsivo della "palla di fuoco" nella direzione dal caldo al freddo, 2) un luogo nel quale tutta la materia dell'universo  partecipi al "grande scoppio".

Escludendo che il big bang sia un evento di creazione della materia e dello spazio dal nulla, possiamo solo pensare che sia un evento immanente al movimento reale della materia, perciò dobbiamo concepirlo considerando le reali condizioni fisiche della sua realizzazione. Se il big bang è l'inizio dell'attuale universo, bisogna prendere in considerazione il fatto che esso abbia un'esistenza limitata, e perciò una fine. Poiché tutto ciò che nasce è degno di perire, la logica vuole che un universo sorto dal big bang, prima o poi, termini il suo ciclo. La ciclicità dell'universo può rendere ragione dell'automovimento della materia come dialettica di repulsione-attrazione. La materia primordiale riceve una spinta repulsiva dal big bang e a questa si oppone l'attrazione gravitazionale. La gravitazione assume, quindi, un ruolo fondamentale nel determinare la fine di un ciclo universale.

lunedì 12 settembre 2011

Ipotesi della materia oscura al centro dei contenitori del cosmo

Nella nostra ipotesi, il raffreddamento della prima fase termica del cosmo produce incommensurabili nubi d'idrogeno, progenitrici degli attuali superammassi. Con queste nubi inizia la seconda fase, quella gravitazionale, che restituisce, a livello locale, una parte dell'energia termica convertita precedentemente in energia potenziale gravitazionale. La restituzione avviene mediante collassi gravitazionali successivi, con frantumazioni di giganteschi oggetti cosmici e la conseguente formazione, nel lungo periodo, di una lunga serie di contenitori di contenitori -che la classificazione in superammassi, ammassi, gruppi locali e galassie di stelle rappresenta, forse, solo parzialmente.

Il secondo punto fondamentale della nostra ipotesi è che ogni contenitore deve avere al suo centro, come conseguenza del collasso gravitazionale, uno spinar, o massa oscura di materia degenerata, della massima densità, chiamata impropriamente "buco nero", attorno al quale ruotano i corpi contenuti, ad esempio le stelle di una galassia, le galassie di un ammasso, ecc. E' in questa forma che avviene la successiva rarefazione dei grandi complessi di materia nel cosmo. Si tratta a questo punto di andare a vedere se esiste qualche prova della esistenza di centri di massa consistente ma invisibili, attorno ai quali ruotino galassie o ammassi di galassie, ecc., e del fatto che questa massa possa essere considerata materia "oscura".

lunedì 5 settembre 2011

L'energia oscura non è la soluzione del problema della materia oscura mancante

"La gravità, che si pensava fosse l'entità dominante alla scala dell'universo -scrive Evalyn Gates ("Il telescopio di Einstein" 2009)- sta cedendo il controllo del cosmo a questa sostanza sconosciuta e invisibile": l'energia oscura. Ma se è invisibile e sconosciuta, da dove salta fuori l'idea stessa della sua esistenza? Punto di partenza l'anno 1998, quando si pensò di aver rilevato una accelerazione dell'allontanemento delle galassie, invece del previsto rallentamento dovuto alla presenza della gravitazione universale. L'unica spiegazione che i cosmologi hanno saputo dare finora, partendo da un universo "relativistico" ma anche newtoniano, sostiene la Gates, è che ci doveva essere qualcosa di opposto e di più grande della gravità: ossia, un'enorme energia oscura, invisibile.

Per comprendere questa stranezza, occorre fare una digressione: tra i cosmologi è prevalsa da tempo l'ipotesi dell'universo a salire (botton-up), ovvero di un universo che si è andato via via aggregando, partendo da piccole masse di materia ed estendendosi a masse sempre più grandi così da formare galassie, gruppi locali, ammassi, ecc. Perciò, presupposta una sola spinta iniziale, quella prodotta dal big bang, col tempo la gravitazione avrebbe dovuto rallentare la velocità di allontanamento delle galassie, decelerandola. Poiché, invece, l'osservazione mostra un'accelerazione, l'unica spiegazione plausibile per i cosmologi può essere solo una spinta repulsiva prodotta da una misteriosa energia oscura.

giovedì 14 luglio 2011

Guardare lontano nello spazio e vedere il tempo passato

Silvio Bergia ha compiuto una interessante osservazione sulla riluttanza dei fisici a "riconoscere che quando guardiamo lontano nello spazio noi guardiamo indietro, lontano nel tempo. Questa inibizione ha avuto scarso riconoscimento nella storia della scienza,..."*

Con la distanza spaziale noi vediamo realmente nel cosmo ciò che è avvenuto nel tempo passato: la luce emessa da oggetti cosmici molto lontani ci permette di vedere un passato molto lontano; e, ponendo la velocità della luce c = 1, in quanto costante, esprimiamo in questo modo la distanza spaziale in unità di tempo.

giovedì 6 gennaio 2011

La dialettica repulsione-attrazione della materia (parte quarta)

Concludiamo questa monografia in quattro parti con il seguente paragrafo tratto sempre da "Caso enecessità - L'enigma svelato - Secondo volume  Fisica" (1993-2002)

La concezione termodinamica del tempo non riflette i reali tempi lunghi dell'evoluzione

L'affermazione della irreversibilità termodinamica del tempo, per la quale il tempo è concepibile semplicemente come dissipazione di energia in un'unica direzione, dall'ordine al disordine, sulla cui erroneità abbiamo già discusso esaurientemente, ha prodotto l'opposta paradossale idea che se fosse possibile una reversibilità del tempo, allora i massi caduti da una montagna dovrebbero riunirsi di nuovo sulla sua sommità, oppure i vecchi dovrebbero tornare neonati e altre "sublimi sciocchezze" di questo genere, del quale Maxwell fu uno dei primi creatori.

Questa idea non tiene presente che se ogni forma materiale è il prodotto di un grande dispendio di energia, è anche il risultato di un lavoro naturale complesso e specifico, risultato raro ed eccezionale, che non può in alcun modo essere riportato allo stato originario. Così la forma vivente della materia, che si differenzia in una miriade di specifiche forme viventi, è qualcosa che può avere, in sé soltanto, la capacità di originarsi, quindi di svilupparsi nel tempo fino a regredire e perire definitivamente.

martedì 4 gennaio 2011

La dialettica repulsione-attrazione della materia (parte terza)

Come la repulsione si rovescia in attrazione

Nell'ultimo paragrafo del capitolo V*, si trovano le conclusioni di una lunga analisi, iniziata dalla dissipazione del calore che contraddice il primo principio della termodinamica. A suo tempo, l'introduzione del concetto matematico di entropia da parte di Clausius favorì la tesi dell'aumento di entropia = aumento di disordine, impedendo alla termodinamica di risolvere il vero problema, quello posto da Engels nella Dialettica della natura, e cioè:  "come sia di nuovo utilizzabile il calore irradiato negli spazi interstellari"

In questo paragrafo, la soluzione trovata è espressa in una semplice proposizione: "Il calore dissipato in qualche cosa deve essersi tramutato. Questa "cosa" esiste ed è l'energia potenziale gravitazionale: è questa che si "deposita" nel cosmo e precisamente nelle grandi masse cosmiche".

A quasi quindici anni di distanza, si può sostenere ancora la validità di questa ipotesi, anche se allora sembrava all'autore di questo blog che il rovesciamento di energia (calore) in attrazione (gravitazione) fosse una specie di trasformazione invisibile, mentre oggi gli appare per quel che è: la materia acquista qualcosa solo perché perde qualcos'altro, il suo opposto polare. Così si comporta la materia: quanto minore è la repulsione, tanto maggiore è l'attrazione e viceversa.

mercoledì 29 dicembre 2010

La dialettica repulsione-attrazione della materia (parte seconda)

Riportiamo integralmente il seguente paragrafo:

La legge del dispendio in fisica

Nella concezione dialettica il dispendio dell'energia è fondamentale per la creazione delle forme materiali. In questo paragrafo riassumeremo le riflessioni, fin qui sviluppate, per precisare la natura di questo dispendio  in quanto dipendente dalla dialettica naturale di caso e necessità.

Dire energia significa dire non soltanto che essa è il contenuto essenziale di ogni forma materiale, la cui caratteristica più evidente è la massa, ma soprattutto che originariamente essa rappresenta il caos della materia informe. Il punto di partenza di ogni ciclo universale è il caso: l'energia allo stato primigenio si manifesta in maniera informe e caotica.

Come si rovescia la casualità delle infinite particelle energetiche nella necessità dei complessi o forme materiali? Mediante decadimenti successivi, che comportano un grande dispendio di energia. Abbiamo visto che la questione si riduce a questo: la repulsione genera il suo opposto, l'attrazione; solo così l'energia repulsiva genera la massa attrattiva, e ciò è coerente con la generazione della necessità attraverso il caso, dell'ordine attraverso il disordine.

giovedì 23 dicembre 2010

La dialettica repulsione-attrazione della materia (parte prima) (da "Il caso e la necessità -l'enigma svelato- volume secondo Fisica)

Sotto questo titolo compariranno alcuni post nei quali saranno citati ampi stralci del suddetto libro inedito dell'autore di questo blog, sia in forma di interi paragrafi sia in forma di singole citazioni commentate. Questo materiale, concepito nel 1996, permette al lettore di stabilire la precisa periodizzazione del sorgere di una fondamentale tesi sulla evoluzione della materia.

I   L'evoluzione delle forme materiali e la legge del dispendio

Partiamo dal primo paragrafo del capitolo IV: "Il dispendio si manifesta nel "difetto di massa", che rappresenta il deficit di energia delle forme materiali rispetto all'energia degli elementi che, per dirla alla Hegel, sono tramontati nelle forme materiali stesse. Questo deficit è il risultato di emissione di energia, il che equivale a una diminuzione di repulsione, cui corrisponde un aumento di attrazione che stravolge l'esistenza indipendente degli elementi e li fa "annullare" nel complesso. Ma, viceversa, ogni assorbimento di energia, che raggiunga e superi la soglia del difetto di massa, fa prevalere di nuovo la repulsione la quale provoca la distruzione della forma materiale e la espulsione degli elementi, ricostituiti nella forma originaria.

Ciò che alla fisica contemporanea continua ad apparire come forza di legame tra componenti, tenuti insieme in un composto, è invece il reale prevalere dell'attrazione sulla repulsione che crea un complesso, o forma materiale, nel quale i singoli costituenti, ovvero le forme materiali di livello inferiore, scompaiono come entità autonome".
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