Si potrebbe rispondere fin da subito al titolo di Vineis: come no? Il cancro gioca, eccome, a dadi, ma, nei decenni dedicati al caso e alla necessità mi sono reso conto che nessuno comprende il caso e il suo nesso con la necessità, a cominciare dal semplice gioco dei dadi del quale nessuno conosce il suo reale significato... Immaginare di trovare le cause dei tumori perchè il cancro non può esere
casuale significa non capire la polarita caso-necessità. "Facendo
seguito al loro primo controverso articolo 1, che invocava la “sfortuna”
(bad luck) per spiegare la maggior parte dei tumori, Tomasetti e
Vogelstein hanno nuovamente ottenuto una grande copertura mediatica con
il secondo articolo 2, anch’esso comparso su Science (con un terzo
autore)".
L'argomento trattato da Vineis mi riporta indietro di diversi decenni, da quando nel 1985 presi come come esempi 1) il traffico automobilistico e 2) la prima guerra mondiale. Esempi che mi permisero di distinguere il caso che riguarda i singoli dalla necessità che riguarda i complessi. Ma di questo si può leggere in questo blog. Comunque, rifacendomi al più semplice dei due esempi, il traffico automobilistico, potrei paragonare il cancro agli incidenti stradali, considerando che ci sono strade dove capitano frequenti incidenti mortali, così come ci sono tumori più frequenti che dipendono ad esempio dal fumo. Ma che proprio tizio sia colpito da un determinato tumore o investito da una determinata automobile è soltanto un caso individuale che si trasforma in cieca necessità statistica solo se consideriamo non più il singolo ma il complesso... degli incidenti stradali e dei tumori.