sabato 19 marzo 2011

Il caso secondo Darwin

Sembra un paradosso, ma spesso le questioni principali, che presentano le maggiori difficoltà teoriche, vengono confinate dagli autori nelle note. Anche Darwin non si sottrae alla regola; anzi, egli confina in una nota, subito, nella prima pagina dell'Origine delle specie, la questione più difficile di tutte: quella del rapporto caso-necessità. E lo fa citando un passo di Aristotele "secondo la traduzione del sig Clair Grece, il primo che mi abbia fatto osservare questo passo": "Aristotele, nella Phisicae Auscultationes, dopo aver osservato che la pioggia non cade per far crescere il grano più di quanto non cada per danneggiare il raccolto quando il contadino si appresta a trebbiarlo, applica la medesima osservazione all'organismo e aggiunge [...]: "Che cosa dunque impedisce che le varie parti (dell'organismo) abbiano, in natura, questo rapporto puramente accidentale? Per esempio, i denti anteriori sono, per necessità, taglienti ed atti a lacerare, mentre i molari sono piatti e utili alla masticazione degli alimenti; tuttavia essi non furono fatti in tal modo a bella posta, bensì in conseguenza di fenomeni accidentali. Lo stesso si può dire di altre parti che sembrano essere adatte a determinati scopi. Quindi, tutte quelle cose (ossia tutte quelle parti di un complesso) che, per caso, risultano utili a qualche scopo, si sono conservate, in quanto una spontanea potenza interna ha conferito loro qualità appropriate. Invece tutto ciò che non possiede queste qualità è scomparso e sta scomparendo"."

Darwin si limita ad un laconico commento: "Troviamo qui adombrato il principio della selezione naturale. Tuttavia le osservazioni sulla formazione dei denti dimostrano che Aristotele non aveva afferrato profondamente questo principio". Dobbiamo correggere il giudizio di Darwin, almeno per due motivi. Il primo è che se veramente Aristotele avesse concepito l'ipotesi suddetta, egli avrebbe in sostanza posto le basi per la comprensione della dialettica caso-necessità, con l'ammissione, ad esempio, che la necessità dei denti anteriori taglienti è un risultato del caso; e con ciò avrebbe afferrato più profondamente di Darwin la reale evoluzione biologica. Per quest'ultimo, infatti, la selezione naturale è benefica; e ciò sottintende un finalismo selettivo.

Il secondo motivo è che Aristotele, in quel passo, espresse solo un dubbio che cacciò via con le seguenti parole: "ma è impossibile che sia così". Stranamente, o Clair Grece o Darwin o entrambi hanno dimenticato questa breve ma netta affermazione. Avevamo già visto, nella seconda sezione del volume dedicato alla teoria della conoscenza, che Aristotele, pur intuendo in forma di dubbio la reale dialettica caso-necessità ("Ma nasce un dubbio: che cosa vieta che la natura agisca senza alcun fine e non in vista del meglio, [...]?"), la respinse per poter affermare il principio di causa finale.

E così, se la traduzione di Grece sembra aggiustata in modo tale da favorire la teoria della selezione naturale darwiniana, fino al punto di "dimenticare" il rifiuto di Aristotele, è anche vero che Darwin non avrebbe voluto ritrovare, in una simile autorità del pensiero filosofico, la questione della casualità in relazione ai processi della natura. Confinando Aristotele nella prima nota della prima pagina dell'Origine delle specie è come se Darwin avesse voluto togliersi subito il dente che lo affliggeva. In seguito egli tentò di sminuire il ruolo del caso, considerandolo il più delle volte, in senso deterministico, come ignoranza delle cause. Così scrisse: "la variabilità è governata da molte leggi sconosciute". E ancora: "Se osserviamo le erbe e gli arbusti che rivestono fittamente la riva di un fiume, siamo indotti ad attribuire la loro qualità e le frequenze reciproche a qualcosa che chiamiamo caso. Ma quanto è falso questo modo di vedere".

In definitiva, se il finalismo aristotelico è stato il rifiuto del caso privo di scopo, il determinismo di Darwin è stato il rifiuto del caso privo di necessità. La scienza deterministica dell'ottocento, non potendo accettare il ruolo della casualità, non poteva neppure immaginare l'esistenza di una dialettica naturale caso-necessità.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...