venerdì 16 novembre 2012

Ricerca teorico scientifica di un autodidatta

Ricerca ventennale di un autodidatta, negli anni 1993-2012. Questa ricerca è ormai giunta a scadenza. Alcuni dei suoi risultati sono comparsi in un libretto di 100 pagine di biologia, edito nel 2009, e in un blog aperto nell'estate del 2010, che ospita attualmente 282 post di teoria della conoscenza, fisica, biologia e storia, rappresentando 1/4 delle pagine in bella copia prodotte nel ventennio: pagine che ammontano complessivamente a circa 3000, divise in 10 volumi di diverse dimensioni.

Non c'è che dire, questa è una comunicazione affatto laconica, ma lo scopo è di mostrare, senza troppe lungaggini, che si può fare ricerca anche lontani dalle università e dalla comunità scientifica, con risultati non disprezzabili, soprattutto se, come in questa circostanza, si tratta di una nuova teoria della conoscenza che risolve la millenaria contrapposizione tra l'indeterminismo epicureo e il determinismo democriteo

Chi segue questo blog dovrebbe conoscere, almeno nelle linee essenziali, che la soluzione della opposizione tra l'indeterminismo epicureo e il determinismo democriteo consiste nella polarità dialettica caso-necessità, ma dovrebbe anche aver capito che l'autore non si considera un genio, se non per caso: caso che ha assunto la forma di una occasione, quella prodotta dalla millenaria "insania" che non ha risparmiato nessuno dei grandi pensatori del passato e del presente (a parte rare eccezioni), ossia il rifiuto della condizione casuale della singolarità, si tratti di singole particelle della fisica, di singole proteine della biologia molecolare, di singoli esseri umani, ecc.: singolarità che appartiene alla sfera del caso polarmente contrapposta alla sfera della necessità dei rispettivi complessi: corpi, specie animali, classi sociali, ecc.

Non è perciò un caso che gli ultimi, più recenti post di questo blog abbiano riguardato la critica del tentativo di recupero del rapporto causa-effetto, che Paola Dessì considera assai attuale nel suo ultimo libro, "dimenticando" la sua vecchia analisi sulle probabilità. Concluderò dicendo che, finché farà solo curriculum il citarsi reciprocamente (e intendo non solo i nomi, ma anche le vecchie teorie),  chi vorrà fare un lavoro serio nel campo della ricerca terico-scientifica, lo dovrà fare "da autodidatta", cioè senza alcun obbligo nei confronti dei propri inconcludenti e cattivi maestri: "nuovo realismo" insegna!


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