Si può senz'altro sostenere che negli anni '60 la teoria immunologica, sulla base del concetto cibernetico di informazione, ha reinterpretato la selezione darwiniana nei termini di selezione dell'informazione immunologica. Per comprendere questa soluzione teorica convenzionale, prenderemo in esame lo scritto di Burnet*, "Il riconoscimento immunologico del sé", pubblicato nel 1960.
"Nel mio discorso -scrive l'autore- affronterò sostanzialmente un solo problema. Come fa l'organismo di un vertebrato a distinguere -in senso immunologico- ciò che gli è proprio (self), da ciò che gli è estraneo (non-self) e come si sviluppa questa capacità". E' questo un problema fittizio che poteva sorgere, soltanto, nella mente di chi non era in grado di comprendere che ogni organismo è inconsapevole dei miliardi di eventi che avvengono in se stesso e che perciò sfuggono completamente al suo controllo.
Burnet si chiede: "Come può un animale immunizzato riconoscere la differenza tra un materiale iniettato, come l'insulina o l'albumina serica proveniente da un'altra specie, e la propria corrispondente sostanza?" E risponde: "Chiaramente si tratta di un problema d'informazione". Pare ovvio che se, per convenzione, si concepisce un problema di riconoscimento, esso sarà per forza un problema d'informazione, perché i due concetti si sostengono a vicenda.