sabato 23 settembre 2017

6] L'eterno movimento ciclico della materia infinita e la restituzione dell'energia dissipata

L'idea che la materia, nel suo ciclo attuale, partendo da uno stato originario di pura energia termica, si sia evoluta fino alla forma dell'organismo cosciente, è un'idea recente che fatica ad imporsi, ma l'idea che i cicli della materia si rinnovino in perpetuo con quella cieca necessità che ha per fondamento il caso e che, di coseguenza, la coscienza sarà sempre il prodotto più elevato ma di breve durata di ogni ciclo, è un'idea che non viene neppure presa in considerazione.

Poiché non possiamo concepire un'evoluzione che sia soltanto casuale, altrimenti sarebbe il caos eterno, o soltanto necessaria, altrimenti sarebbe predeterminata e affidata a un continuo atto di creazione sovrannaturale, sembra logico presupporre che caso e necessità siano tra loro in rapporto reciproco: non di caso assoluto o di necessità assoluta si può trattare, ma di caso e necessità relativi. Relativi a che cosa? All'unica certezza assoluta: il movimento della materia. Tutto è creato dal movimento della materia. Tutti i processi naturali dipendono dal movimento della materia in tutte le direzioni.

Poiché, inoltre, non possiamo concepire gli infiniti singoli movimenti in altro modo che come casuali, e del resto il caso da solo non può rendere ragione dell'evoluzione della materia, non rimane che concepire un caso originario che si rovesci dialetticamente in necessità, così da creare una polarità caso-necessità dalla quale dipenda l'evoluzione stessa.

Allora, quando prendiamo in considerazione un ciclo della materia come evolutivo, se non vogliamo ricorrere a spiegazioni artificiose, introducendo cause fittizie, dobbiamo considerare la materia come qualcosa che ha in sé la capacità di creare le più diverse forme e di autoconservarsi. Questa capacità è rappresentata dal suo movimento: il movimento della materia è tutto, e la conoscenza delle diverse forme di movimento della materia è tutto ciò che possiamo sperare di ottenere, ed è più che sufficiente per poter riflettere la natura nella nostra coscienza.

Di immortale, di eterno c'è solo il movimento della materia. E un movimento che non ha né inizio né fine non può che essere ciclico, come un'eterna pulsazione. In ogni ciclo, la materia in movimento si autotrasforma, creando le più diverse forme materiali, le quali sono il risultato di un'evoluzione che, avendo un'inizio, avrà anche una fine, per poi ricominciare da capo con un nuovo ciclo. Il caso dei movimenti di singoli, quasi infiniti, elementi si rovescia nella necessità dei complessi di questi elementi, che sono rappresentati, nella successione evolutiva, dalle particelle, dagli atomi, dalle molecole, dai corpi materiali inorganici, dalle cellule, dagli organismi, dalle specie vegetali e animali, e infine, dall'uomo "cosciente".

Sono queste diverse forme ad avere un inizio e una fine, ovvero tempi specifici di esistenza (singola e collettiva). Tutti i processi e i prodotti dell'evoluzione, analizzabili dalla scienza umana, sono transeunti: la necessità, per quanto sufficientemente stabile e duratura, da poter essere conosciuta mediante leggi scientifiche, è però "mortale", ha sempre un termine. Ogni processo e fenomeno naturale presenterà, perciò, quei movimenti casuali che si tradurranno in concatenazioni necessarie che, in conseguenza di successivi movimenti casuali, potranno tramutarsi in nuove e più complesse concatenazioni. L'azione reciproca tra il caso  relativo ai molteplici singoli movimenti e la necessità relativa al movimento dei complessi rende ragione di sviluppi sempre più complessi e complicati di ogni determinato fenomeno o processo.

E' a partire dal caso degli infiniti movimenti dei singoli elementi materiali che si manifesta, come conseguenza da nessuno voluta, la necessità dei processi naturali che la scienza può rappresentare mediante leggi. La casualità è in questo senso "causalità". Di più: essa è la "causa" prima dell'evoluzione del cosmo, ad ogni ciclo che si rinnova. Non appena il caso, relativo ai singoli elementi materiali, si manifesta, inizialmente come big bang, esso produce casuali complessi materiali che comportano una necessità complessiva. Qualcosa, immediatamente, si fissa come necessità e diventa la base di un ulteriore sviluppo: è un processo globale, continuo e senza sosta.

La base fondamentale del movimento ciclico della materia è l'energia: la sua legge fondamentale è la legge del dispendio e della eccezione statistica. Perciò è giunto il momento di affrontare come si manifesta realmente l'energia e la sua specifica forma di dispendio: la dissipazione in calore.

Nella "Dialettica della natura", Engels ha scritto: "Il secondo principio di Clausius, ecc. può essere formulato come si vuole: comporta perdita di energia, qualitativa se non quantitativa. Dell'entropia non può essere per via naturale distrutta, ma solo creata. L'orologio dell'Universo, per camminare, deve essere prima caricato; e cammina finché non si riduce all'equilibrio, dal quale solo un miracolo può farlo uscire e rimetterlo di nuovo in movimento. L'energia impiegata per caricarlo è scomparsa perlomeno qualitativamente e può essere ristabilita soltanto da un impulso esterno. L'impulso esterno era quindi necessario anche al principio; quindi la quantità di movimento (o energia) presente nell'Universo non è sempre la stessa , quindi l'energia deve essere stata creata, quindi dev'essere creabile, quindi distruttibile. Ad Absurdum!"

Engels ha colto il nocciolo della questione: la perdita di energia contraddice il primo principio della termodinamica. E questo è un problema la cui soluzione sarà data "solo quando venga dimostrato come sia di nuovo utilizzabile il calore irradiato negli spazi interstellari. La teoria della trasformazione del movimento pone questo problema in modo categorico", ma la soluzione del problema non è vicina -aggiungeva Engels: "La trasformazione del movimento e la sua indistruttibilità sono state scoperte appena da trent'anni e solo negli ultimi tempi sono state ulteriormente sviluppate e  rese esplicite nelle loro conseguenze. Il problema: che cosa accade del calore che apparentemente è andato perduto? Si può dire che esso sia stato nettement posé solo dopo il 1867 (Clausius). Non c'è affatto da stupirsi che  esso non sia ancora stato risolto; può passare ancora molto tempo prima che noi ci arriviamo, con i nostri modesti mezzi. Ma è certo che risolto sarà, come è certo che in natura non accade nessun miracolo (...)".

Engels ha impostato correttamente la difficile questione dell'entropia, fornendo anche il criterio per la sua soluzione, dicendo che l'intero ciclo dell'Universo non sarà compreso "finché non verrà scoperta la riutilizzazione del calore irradiato". Infatti, per poter concepire un qualsiasi ciclo della materia occorre risolvere il problema del suo automovimento; in altre parole, il movimento della materia deve essere possibile senza impulso esterno; ma, perché ciò avvenga, occorre che la diminuzione del movimento della materia, ossia la dissipazione di energia, non costituisca una vera perdita, ovvero non contraddica il principio di conservazione della materia in movimento, ossia dell'energia. Occorre perciò concepire tutta la faccenda in modo tale che sia permessa una completa restituzione dell'energia dissipata in calore, ad ogni ciclo successivo dell'universo. Il punto fondamentale è la restituzione totale dell'energia; perciò si tratta di verificare se il concetto di entropia può rendere ragione di questo aspetto fondamentale e risolverlo.

E' passato più di un secolo dalla previsione di Engels sui tempi lunghi della soluzione della difficile questione, ma nel frattempo la questione si è complicata con l'aggiunta di nuove formulazioni del principio entropico: non c'è ramo del sapere scientifico e filosofico che, nel frattempo, non abbia contribuito a una nuova interpretazione unilaterale dell'entropia, dimenticando completamente la vera questione di fondo: la restituzione dell'energia dissipata.


Tratto da "La dialettica caso-necessità in Fisica" Volume secondo (1993-2002)                           

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