Per decenni la "società dello spettacolo" ha spettacolarizzato la politica: non si contano gli spettacoli che, nel frattempo, ogni rete televisiva ha creato per la politica, senza che i politici stessi si rendessero conto di essere ridotti al ruolo di servitori dello shopping, schiavi degli spot che letteralmente li ammutolivano.
E adesso ci si stupisce che non solo un uomo di spettacolo, ma persino un clown, abbia letteralmente vinto togliendo ogni potere alla politica parlamentare? Ma potevano i politici, assoggettati allo spettacolarismo della politica, mantenere quella dignità che, ad esempio, ostinatamente un capo di partito pretendeva per sé, pur afferrando metaforicamente spazzole per non pettinare i capelli delle bambole o per non smacchiare i giaguari?
Costretti a giocare con le regole dello spettacolo televisivo, i politici parlamentari hanno maldestramente maneggiato i suoi caustici strumenti corrodendo la propria immagine, mentre un clown del mestiere poteva maneggiare continuamente i carboni ardenti anche della più corrosiva delle satire, fino all'insulto più impietoso, senza scottarsi neppure un pò, anzi "riscaldando" i suoi futuri elettori (stando però fuori dalla politica spettacolo televisiva).