mercoledì 19 settembre 2012

Un blog sui generis

Chi entra in questo blog, magari cercando dell'altro, oppure immaginando di trovare argomenti più leggeri, può avere una sensazione di sgomento. Anche le persone di media cultura, magari specializzate in qualche ramo della conoscenza filosofica o scientifica, possono avere una sensazione del genere.

Il fatto è che questo non è un blog normale
: è la sola forma che uno studioso -dopo decenni di studi, dopo aver approfondito un tema fondamentale di teoria della conoscenza e dopo averlo verificato nei diversi rami della conoscenza, dalla fisica alla biologia e alla storia- poteva, dato il suo isolamento, utilizzare.

domenica 15 luglio 2012

"Studi e riflessioni di un autodidatta": una questione di metodo

Il sottotitolo "Studi e riflessioni di un autodidatta" riflette le seguenti motivazioni. Per elaborare una nuova teoria della conoscenza, valida per ogni ramo delle scienze, occorre conoscere le diverse discipline che appartengono al vasto campo delle teorie scientifiche e delle scienze fisiche e biologiche. Per questo tipo di conoscenza complessiva c'è soltanto il metodo dello studio personale di documenti scritti da altri autori. Perciò, l'autore di questo volume è realmente un autodidatta nel senso più comune del termine, essendosi istruito da solo con studi di lungo periodo e con riflessioni senza obblighi di sudditanza verso questa o quella "scuola", verso questa o quella "teoria di successo". Ma l'autore è autodidatta anche nel senso meno comune di "auto"-"didàsko" ("io insegno"), perché nella sua opera "insegna" ciò che ha appreso e ciò che ha scoperto con le sue riflessiomi.

domenica 13 maggio 2012

Chiusura del blog

L'apertura di questo blog è stato un tentativo di far conoscere buona parte dei risultati di uno studio di lunga durata sulla reale evoluzione della materia, dalla quale la specie umana è sorta come prodotto ultimo e più maturo. Chi avrà letto vari scritti di questo blog si sarà potuto fare un'idea del fatto che gli "studi e riflessioni di un autodidatta", per esporre una nuova teoria della conoscenza, hanno operato su due piani, o meglio, mediante la polarità positivo-negativo.

mercoledì 29 febbraio 2012

2) Storia della nascita della biologia molecolare

Il doma centrale, soluzione fittizia della complessità della vita

(Continuazione) L'impostazione deterministica meccanicistico-riduzionistica del gruppo del fago impose la soluzione che vede l'ordine complessivo risultare dall'ordine a livello dei singoli elementi. Del resto, come nota Olby, i biologi molecolari mostrarono diffidenza nei confronti del concetto di complementarità di Bohr. Questo concetto poteva favorire solo una concezione eclettica come quella della nucleoproteina, mentre i fisici passati alla biologia, i biochimici e i nascenti biologi molecolari cercavano deterministicamente qua la causa e là l'effetto: o era la proteina a dirigere tutta la faccenda o qualcos'altro.

I fagi dimostrarono che l'RNA era l'unico responsabile della infezione dei batteri, e, come scrisse Burnet alla moglie nel 1943, la scoperta che il DNA poteva trasferire l'informazione genetica da un pneumococco all'altro decretò la fine della batteriologia medica, e annunziò il nascere della biologia molecolare. Dello stesso avviso fu Bouvin, che nel 1947 prefigurò la nuova disciplina, la genetica molecolare, prevedendo azioni catalitiche che partono da centri direttivi primari (i geni costituiti da DNA) e, attraverso centri direttivi secondari (RNA, ecc.), e, attraverso centri direttivi terziari (gli enzimi), condizionano tutti i caratteri della cellula.

lunedì 27 febbraio 2012

1) Storia della nascita della biologia molecolare

Suo fondamento: il "dogma centrale" DNA-RNA-proteine

Lo scopo di questo paragrafo è ricostruire in breve sintesi la storia della nascita e dello sviluppo della biologia molecolare, per comprendere sia il successo della teoria del codice genetico sia la sua concretizzazione nella formula del dogma centrale fondato sul DNA. La comprensione di questi due risultati della biologia molecolare è di importanza fondamentale non solo per la biologia ma anche per la teoria della conoscenza, perché in essi troviamo una soluzione, ritenuta definitiva, del rapporto caso-necessità nella scienza della vita.

Questa soluzione però, come tentiamo di dimostrare, è la solita riproposizione del determinismo riduzionistico e meccanicistico, per il quale l'ordine complessivo deriva dall'ordine dei singoli elementi costituenti. Compito nostro sarà, ancora una volta: 1) criticare le contraddizioni di una scienza che persegue una conoscenza soltanto convenzionale e fittizia, 2) offrire una nuova impostazione per la ricerca di soluzioni reali.

La principale contraddizione che scopriamo nella storia della biologia molecolare è quella esistente tra la complessità dell'oggetto di indagine, la vita, e l'impostazione dogmatica che fin dall'inizio questa nuova scienza ha assunto. Cosa questa che è stata messa molto bene in rilievo da Robert Olby nella sua "Storia della doppia elica" (1974), che prendiamo come testo guida per la nostra sintesi.

venerdì 24 febbraio 2012

III] L'apparente dualismo onda-corpuscolo

La reale contraddizione dialettica

(Continuazione) I fisici degli anni '20 del Novecento non potevano neppure subodorare una verità tanto semplice: essi cercavano una verità molto più complicata, strana, eccentrica, si potrebbe dire, a immagine e somiglianza dei loro comportamenti fuori del comune. Del resto erano quelli tempi nei quali si avevano, quasi ancora, sotto gli occhi le immagini di una guerra e di una rivoluzione mondiali, nei quali il genio voleva la sua parte anche immeritata, e la natura doveva per così dire adeguarsi ai tempi, essere per lo meno straordinaria. Poiché, però, la natura ha tempi lunghi di evoluzione, per i quali l'esistenza umana è un momento assai breve, essa ha in uggia l'istante, che all'uomo appare come un tempo di straordinaria rilevanza. In parole povere, la natura è monotona, e non dà soddisfazione che ai complessi ciecamente necessari, lasciando i singoli oggetti e individui alle cure del caso.

I geni della fisica del tempo trovarono, invece, straordinaria la discussione sulla posizione e la velocità della singola particella: per Heisenberg l'una e l'altra avrebbero avuto senso soltanto se fosse stato possibile, mediante determinati esperimenti, ottenerne le misure. Ma il fatto che non abbia senso parlare di posizione e velocità di una singola particella, perché sperimentalmente indeterminabili contemporaneamente, invece d'essere considerato in senso dialettico come prova della oggettiva casualità relativa ai singoli oggetti, fu considerato come conferma dell'idealismo berkeleyano: la materia esiste soltanto se qualcuno l'osserva!

mercoledì 22 febbraio 2012

II] L'apparente dualismo onda-corpuscolo

La reale contraddizione dialettica

(Continuazione) "Nel 1932 de Broglie dimostrò che se le radiazioni presentavano caratteristiche corpuscolari, le particelle materiali presentavano caratteristiche ondulatorie. Le onde "associate" alle particelle -come si cominciò a dire- dovevano avere una lunghezza d'onda inversamente proporzionale al prodotto della massa per la velocità, ossia della quantità di moto, delle particelle, e questa lunghezza d'onda, per elettroni di modesta velocità, doveva trovarsi nella regione dei raggi X, dove fu trovata sperimentalmente". De Broglie non fece altro che utilizzare la formula di Einstein e applicarla a un caso semplice, perché non fu bloccato dal pregiudizio che chiuse la mente a quest'ultimo; quanto a Planck, era troppo preoccupato di sbarazzarsi degli incomodi quanti, per aver tempo di sviluppare la sua stessa formula, E=hf, dalla quale erano uscite fuori facilmente le relazioni di Einstein e di de Broglie.

La conclusione teorica che ne trasse de Broglie fu che la materia (atomi, elettroni e ogni altro costituente elementare) si manifestava non soltanto nella forma di particelle, ma anche, contemporaneamente, come onde. Scrive Asimov ("Il libro della fisica" 1984): "Dunque, la relazione di Planck fra energia e frequenza, nonché quella di Einstein fra impulso e lunghezza d'onda valevano non soltanto per la luce, ma anche per gli elettroni. In seguito gli esperimenti furono ripetuti anche con altre particelle, atomi di idrogeno e atomi di elio, ed ogni volta si ritrovarono le frange rivelatrici". Si poté perciò concludere che "La materia era costituita contemporaneamente da corpuscoli e onde (sic!)".
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