domenica 17 giugno 2018

"Storia della tecnologia": un libro che vale la pena di consultare

"Storia della tecnologia" di Luisa Dolza (2008)

"Questo volume cerca pertanto di sfatare alcuni luoghi comuni sull'ingegno e sulle tecniche. Già Platone aveva riconosciuto l'importanza della tecnica nel Protagora, dove narra il mito di Prometeo e ne mette in luce il rapporto vitale e conflittuale con la nostra esistenza".

L'autrice cita il "Protagora" di Platone dove si narra che Prometeo, vedendo che tutti gli esseri viventi avevano mezzi per vivere, mentre l'uomo era nudo e indifeso, "non sapendo quale mezzo di salvezza procurare all'uomo, rubò a Efesto e Atena il sapere tecnico e il fuoco, perché era impossibile esercitare le arti senza fuoco- e li donò all'uomo (320c-323c)"

Nel mio caso potrei dire, immodestamente, d'aver rubato, agli "Dei" della scienza d'ogni epoca, il "fuoco"  tenuto nascosto della  dialettica  caso-necessità  per  "bruciare"  il  determinismo di causa-effetto. Per questo scopo cercherò di mostrare che la validità del rapporto causa-effetto, nella storia della tecnologia, è debitrice del rapporto caso-necessità relativamente alle singole scoperte tecnologiche.

venerdì 15 giugno 2018

5] Boncinelli: "Uno sguardo "oltre la siepe": futuro o futuribile?"

Con questo breve post concludiamo la critica a "La vita della nostra mente" di Boncinelli. "Da sempre l'uomo ha sognato l'immortalità, escogitando gli stratagemmi possibili per raggiungerla". Questa lapidaria affermazione è frutto della mente di Boncinelli, perché nella storia umana non si ricorda niente di simile, se non il desiderio d'essere immortalati nel ricordo delle future generazioni, come lo sono stati, ad esempio, Socrate, Aristotele e Platone tra gli antichi greci. Ma Boncinelli insiste: "Proviamo a lavorare di fantasia e a vedere che fine ha fatto oggi il sogno dell'immortalità".

E, subito dopo, pretende, per così dire, di imparentare il preteso sogno dell'immortalità della specie umana con  la realtà della lunga esistenza della vita terrestre nel suo complesso, dal suo esordio alla fase attuale. Se questo non è andare fuori tema che cosa è? Forse che l'uomo, se sognasse l'impossibile immortalità, troverebbe consolazione per la lunga durata della vita terrena, a cominciare dal genoma "quasi eterno"?

martedì 12 giugno 2018

4] Boncinelli: "Invecchiare nel corpo (e nella mente?)"

"Con l'avanzare del tempo la mente, al pari del corpo, comincia a sentire il peso degli anni. Perché la mente -lo abbiamo visto- fa parte del corpo, anche se nel suo pieno fulgore sembra discostarsene integralmente e in condizioni normali invecchia più lentamente". Che nella giovinezza e nella maturità il corpo e la mente di una persona in salute vadano all'unisono è un fatto certo. Poi, con il passare degli anni, il corpo comincia a cedere e anche la mente comincia a perdere colpi. Secondo Boncinelli: "In condizioni normali, non patologiche, non è affatto detto che la mente, il cervello e il sistema nervoso debbano invecchiare con lo stesso ritmo del corpo: possono invecchiare molto meno, e in genere così accade. Il perché non lo conosciamo..."

La realtà è, forse, un pò più diversificata. L'invecchiamento riguarda sia il corpo che il cervello, ma il diverso grado dipende dal comportamento personale: ad esempio un atleta che mantiene in forma il proprio corpo, ma esercita molto poco il suo cervello, sarà senz'altro penalizzato in vecchiaia da carenze cerebrali. Il contrario, la carenza fisica, riguarderà, invece, lo studioso che passa la maggior parte del suo tempo seduto alla scrivania. Perciò, considerando che Boncinelli si sarà dedicato molto più allo studio che al movimento ginnico, c'è da ritenere che senta di più il peso della vecchiaia prima nel corpo che nella mente. Ciò non vuol dire, però, che con gli anni, a cominciare dall'anzianità e a seguire con primi segni della vecchiaia, la mente non possa giocare brutti scherzi anche a chi l'ha allenata nello studio della filosofia, delle scienze e della storia.

sabato 9 giugno 2018

3] Boncinelli: "La questione della coscienza"

"La coscienza: "la madre di tutti i problemi"."

"E veniamo alla questione della coscienza. Che cosa accade al vertice di tutto quanto abbiamo descritto e che ci fa talvolta percepire qualcosa o un intero mondo con grande evidenza e immediatezza?"  Boncinelli affronta la questione della coscienza, con le seguenti domande: "Che cosa ci fa dire: "penso questo", "credo questo", "sento questo", voglio questo"?"

Ma la coscienza dell'uomo non può avere a che fare con simili domande. Le domande devono essere poste sulla realtà del mondo esterno, perché se sono poste sul fittizio mondo della mente allora si finisce nel soggettivismo. Perciò, lo studioso che si pone simili domande non fa che partire da se stesso prevaricando la realtà del mondo. L'esaltazione dell'autocoscienza, se non si risolve nella conoscenza superiore dello studioso, dello scienziato che riflette la realtà del mondo, si risolve nella costruzione di un proprio mondo soggettivo.

Riguardo all'autocoscienza, Boncinelli afferma: "tendiamo a pensare che sia appannaggio esclusivo della nostra specie". Ma avrebbe dovuto affermare che soltanto la specie umana possiede una qualità della quale i singoli esseri umani non sempre fanno buon uso: la coscienza. Anzi, più spesso del dovuto, prevale il cattivo uso della coscienza e non soltanto nella politica, ma persino nell'attività scientifica . Invece, egli accarezza le tendenze fantascientifiche dell'uomo, quando, dopo aver scritto: "tendiamo a pensare che sia appannaggio esclusivo della nostra specie questa autocoscienza", avanza il dubbio che anche alcuni macchinari costruiti dall'uomo possano arrivare alla coscienza. E non è finita perché le coscienze aumentano di numero quando egli arriva a concepire "tre forme o tre livelli di coscienza".

venerdì 8 giugno 2018

2] Boncinelli: "Come si forma il cervello"*: il problema della perdita della memoria

La corteccia cerebrale: "è l'organo più prezioso che possediamo. Il possesso della corteccia cerebrale caratterizza univocamente i mammiferi; nessun altro vertebrato ne è dotato. E' certo però che tra la corteccia di un porcospino, di un coniglio, di un carnivoro e di un primate superiore c'è una enorme differenza. Per numero di neuroni, per superficie e per complessità di connessioni a essa associate". Tutto ciò è ovvio. Ma ecco la conclusione di cui si sentiva proprio... la mancanza: "La corteccia umana è molto grande: se la dovessimo dispiegare occuperebbe  lo spazio di una tovaglia di un metro per due". Naturalmente riesce a stare in un cranio perché si ripiega in solchi e avvallamenti.

Per i miei scopi tralascerò le descrizioni particolareggiate, limitandomi a brevi sintesi come la seguente: "Con la nascita la moltiplicazione dei neuroni nel cervello cessa: i neuroni che abbiamo alla nascita sono quelli che ci accompagneranno tutta la vita. Ciò che aumenterà ancora è, come abbiamo visto, il numero, la velocità e l'efficienza delle connessioni tra i neuroni esistenti". Boncinelli sottolinea anche l'importanza, per l'uomo, della corteccia frontale, particolarmente sviluppata, con funzioni superiori "come l'elaborazione di ricordi, l'associazione fra concetti diversi, il pensiero astratto, l'immaginazione e la creazione. E' la corteccia frontale che fa di noi quello che siamo".

martedì 5 giugno 2018

1] "La vita della nostra mente" (2011) di Edoardo Boncinelli

"Introduzione. La mente che studia se stessa"

Secondo Boncinelli conosciamo molto della mente umana, ma, leggendo il suo saggio, quella che risulta carente è l'oggettività scientifica, perché sono più spesso i luoghi comuni ad imporsi. Insomma, sostenere che il cervello del bambino, quello dell'adulto e quello dell'anziano differiscono tra loro, ma anche tra diversi individui... questa banalità vale per qualsiasi altro organo umano, ad esempio il cuore, il fegato, lo stomaco, ecc.

Boncinelli è uno scienziato del senso comune che non si rende conto dei limiti del suo modo di procedere. Per esempio, scrive: "Nel corso del libro vedremo che il cervello del bambino non è quello dell'adulto, e questo -a sua volta- non è sempre quello dell'anziano. I tratti fondamentali rimangono, ovviamente, sempre gli stessi, ma alcune caratteristiche evolvono, prima maturando e consolidandosi, poi decadendo progressivamente, con una velocità che non è fissata inderogabilmente dalla natura, che può essere molto diversa da individo a individuo, e che è suscettibile di modulazione di interventi esterni". Ma chi conduce il gioco della evoluzione?

"Si parte da zero", è il titolo del primo paragrafo che inizia così: "Nessuno nasce adulto, anche se per molti aspetti tendiamo a pensare di esserlo sempre stati ..." Ma questa idea, così come le sue conseguenze, potrebbero venire in mente soltanto a uno smemorato. La proposizione che segue è qualcosa di paradossale, per non dire assurdo: "Senza il bambino l'adulto non ci sarebbe; una mancata evoluzione della fase infantile avrebbe conseguenze catastrofiche per alcuni aspetti chiave della percezione, dell'ideazione e dell'espressione". Che cosa è che non va in queste considerazioni? Proprio la pretesa di dimostrare qualcosa di intelligente partendo da premesse tipiche del senso comune.

sabato 2 giugno 2018

Un pò per celia e un pò per non morir... un bel dì vedremo...

Da un pò di tempo, quando apro il computer mi rendo conto d'essere immediatamente colpito da una vistosa contraddizione tra le prime immagini che esso mi offre di una natura meravigliosa e incontaminata e le successive immagini di una natura, e soprattutto di una umanità, contaminate da ogni sorta di malanni.

Non c'è orrore che la natura e la specie umana non mostrino, ogni giorno, a tutti, vecchi, grandi e piccini, d'ogni razza, nazionalità e religione, mediante ogni genere di mezzi di comunicazione, dalla vecchia radio alla non più giovane televisione, al moderno computer e ai telefonini. Insomma, la violenza naturale e quella artificiale, ossia, terremoti, guerre, ecc. in tutte le loro forme, da quelle singole a quelle collettive, rappresentano un orrore senza fine .
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...