precendete... Dobbiamo considerare valida la distinzione operata da Hegel tra
allheit e
totalitat, ossia tra la totalità intesa come semplice aggregato (allehit), dove gli individui permangono come tali, e la totalità intesa come complesso (totalitat) nel quale gli individui si annullano o, per usare l'espressione hegeliana, tramontano. Studiando le scienze naturali e sociali sorge, però, un problema: mentre l'allehit si presenta nella sola forma di semplice aggregato, che tra l'altro non presenta grande interesse per la scienza, la totalitat si presenta in varie fogge, che rappresentanto gradazioni di due forme estreme, una delle quali assomiglia all'allehit. Spieghiamoci con degli esempi.
Se consideriamo una classe sociale, non ci troviamo di fronte a un aggregato casuale, ma a un complesso necessario, dunque a una totalitat. Perciò, secondo definizione, gli individui che compongono la classe dovrebbero annullarsi in essa fino a perdere le loro singole individualità. Però, questi individui matengono la loro identità in quanto tali, e questo è il contrassegno dell'allheit. La stessa difficoltà troviamo anche nei complessi biologici: ad esempio, se consideriamo un sistema immunitario, i suoi costituenti, le cellule linfocitarie, sono organismi a se stanti, che permangono come tali; ma il sistema immunitario non è un semplice aggregato casuale, bensì un complesso necessario, una totalitat.
Per comprendere questa forma estrema, nella quale i costituenti del complesso necessario (totalitat), mantengono la loro individualità, quasi appartenessero a un semplice aggregato (allheit), possiamo confrontarla con l'altra forma estrema, quella nella quale invece i singoli costituenti si annullano effettivamente perché all'interno del complesso non solo non mantengono più la struttura che hanno allo stato libero, ma non sono individuabili in quanto tali. Così, se prendiamo una molecola, gli atomi che la costituiscono sono all'interno della molecola altra cosa che allo stato libero, come attesta il "difetto di massa".