Compatibilità o incompatibilità tra scienza e religione?
Questa è una domanda che ritorna spesso nell'Occidente, provocata com'è dalle continue oscillazioni nel rapporto tra scienza e religione. Eppure, nonostante le apparenze, la realtà storica mostra una sostanziale compatibilità perché la scienza, fino ad oggi, non ha mai reciso il cordone ombelicale che continua a tenerla legata alla teologia.
La premessa era necessaria prima di affrontare le interessanti tesi esposte dal teologo Francisco Ayala nel suo libro dal titolo rivelatore: "IL DONO DI DARWIN alla scienza e alla religione" (2009). Grazie a queste tesi potremo mettere in evidenza alcune difficili questioni mai risolte perché sono insolubili, sia per una religione che oscilla tra la pretesa di conciliare la teologia con la scienza e il desiderio opposto di metterle in contrasto, sia per una scienza che oscilla tra l'affermazione della incompatibilità e l'accettazione della compatibilità con la religione.
La principale questione riguarda quella che ha rappresentato la nota dolente dei principali filosofi e teologi dal Seicento fino ad oggi. Espressa con le parole di Ayala, la questione si presenta così: se Dio è onniscente, onnipotente e misericordioso, come mai la natura "è prodiga di catastrofi, calamità, imperfezioni, disfunzioni, sofferenze e crudeltà?" E' il problema della teodicea mai veramente risolto.