domenica 31 marzo 2013

Perché il grottesco si è impossessato dell'Italia elettorale?

L'aspetto più grottesco della attuale tornata elettorale italiana è stato l'ansimare scomposto di "poteri forti" che sono realmente deboli perché non riescono a ottenere ciò che vogliono, mentre cercano impossibili spiegazioni alla propria impotenza che neppure i loro principali strumenti di riferimento, stampa, televisione e social network, riescono a fornire.

La vera nota dolente è che non riescono a determinare risultati voluti, e molto se ne dispiaciono, ma, non potendo farci nulla, continuano a fare quello che hanno sempre fatto sotto l'occhio indiscreto degli strumenti mediatici.

sabato 30 marzo 2013

Venti anni sono trascorsi...

durante i quali l'autore di questo blog ha vissuto studiando un migliaio di libri, riflettendo e creando una nuova teoria elaborata in 10 volumi per complessive 3000 pagine.

Nel frattempo, dopo la ventennale fatica, spesa in condizioni mai socialmente ed economicamente facilitate, l'autore sta entrando nel suo settantesimo anno, un'età che rende estranei alla paziente sopportazione della stupidità del mondo.

domenica 24 marzo 2013

"La materia oscura che rallenta l'Universo"

"E' il 20% in più di quanto si credeva: rappresenta la parte ignota del cosmo". 

E' così che il "Corriere della Sera" del 23/3/13 presenta i risultati prodotti dal nuovo satellite "Planck" dell'agenzia spaziale europea Esa, dopo 15 mesi di osservazioni. Secondo Nazzareno Mandolesi dell'Università di Ferrara e dell'Istituto Nazionale di astrofisica, l'aver misurato più materia oscura significa che l'energia oscura concepita fino adesso diminuisce, e quindi "che la velocità di espansione dell'universo è meno accelerata di quanto si ritenesse. Perché essendoci meno energia oscura l'universo è più lento, l'effetto attrattore che gli imprime velocità è dunque più ridotto".

venerdì 22 marzo 2013

VI) Il fallimento della teoria relativistica dei buchi neri si manifesta nella proliferazione di continui aggiustamenti

Seguendo l'articolo "Un modello astrofisico dei buchi neri",*di R.H. Price e K.S Thorne, possiamo, per così dire, mettere in fila  le contraddizioni irrisolte della teoria relativistica dei buchi neri, inadeguata a rendere ragione dei fenomeni astrofisici, ragion per cui molti fisici, tra i quali gli stessi autori dell'articolo, sono tentati da nuovi aggiustamenti della teoria fondamentale relativistica, senza per altro avere il coraggio e neppure la possibilità di abbandonarla.

Se una teoria non funziona, è giusto cercare un'altra teoria, ma se non funziona perché smentita empiricamente, occorre cercarne un'altra che non venga invalidata dall'esperienza. Così pensano Price e Thorne, che si rifanno al concetto di paradigma di Kuhn. Come abbiamo già esaminato nella sezione dedicata alla Teoria della conoscenza, i paradigmi di Kuhn sono quegli insiemi di regole, diagrammi, leggi e formule matematiche, che dovrebbero permettere di risolvere i problemi specifici di una data scienza (i cosiddetti "rompicapi").

martedì 19 marzo 2013

V) La pretesa estrazione di energia dai "buchi neri"

L'"energia stimolata" dal collasso gravitazionale e la formazione  di materia oscura

Una delle tante assurdità della teoria relativistica dei buchi neri è la "scoperta" della possibilità di "estrazione" di energia da un buco nero rotante. Grazie al solito metodo dell'esperimento di pensiero, i fisici sviluppano il seguente ragionamento: immaginiano un buco nero rotante di massa M e una particella di energia E0. Immaginiamo poi di far spaccare questa particella in due, in modo che il primo frammento abbia energia negativa (sic!) E1 e cada nel buco nero, mentre il secondo frammento si allontani. Essendo E0 = E1 + E2, poiché E1 è negativa, E2>E0. Di conseguenza avremo: dentro il buco nero Mc2 - E1, e, fuori dal buco nero E0 + E1. "In altre parole -conclude Wald- abbiamo estratto energia di valore assoluto E1 (positiva) dal buco nero. L'espediente con cui abbiamo ottenuto questo risultato è stato quello di costringere (sic!) il buco nero ad assorbire energia negativa". 

A noi pare, invece, che il vero espediente sia stato quello di prendere una particella, immaginando di spaccarla in due paradossali frammenti, di cui uno risulti maggiore della particella intera, e l'altro, di conseguenza, risulti negativo (sic!). Ma riguardo all'espediente di costringere il buco nero ad assorbire energia negativa, una cosa è immaginarlo, altra cosa non solo realizzarlo, ma persino immaginarne il modo. Nonostante l'ottimismo espresso nelle seguenti parole: "Questi processi portano alla creazione spontanea di particelle in prossimità di un buco nero, e, in linea di principio, portano alla "evaporazione" del buco nero"", quando poi si tratta di immaginare un modo realistico, occorre rivolgersi a processi fisici molto più  semplici e noti, ma con i quali, come vedremo, i buchi neri non hanno niente a che vedere.

sabato 16 marzo 2013

IV) Il collasso totale gravitazionale e l'insussistente simmetria sferica del "buco nero"

Scrive Wald, nel testo già citato*: "Che cosa succede, invece, quando la massa del nucleo supera il doppio della massa solare, oppure quando la velocità di implosione è troppo grande per potersi fermare, anche se la massa è inferiore a due masse solari, oppure quando altra massa cade su una stella di neutroni -o su una nana bianca- e porta la massa totale a superare il valore critico che permette la stabilità?"

Si tratta del collasso totale gravitazionale, su cui è fondamentale avere un'esatta comprensione, anche per l'importanza che questo fenomeno assume in relazione al big bang. Ne abbiamo già anticipato una conseguenza logica: se si ipotizza, come fanno i relativisti, che possa esistere un collasso estremo che annienta la materia, allora anche il big bang non potrebbe fare a meno di annientare la materia, il che è assurdo.

La teoria della relatività si trova in grave imbarazzo, di fronte al fenomeno del collasso gravitazionale estremo. "Purtroppo -scrive Wald- nella relatività generale, l'analisi teorica di ciò che avviene in situazioni generiche durante il collasso gravitazionale -anche tralasciando le complicazioni dovute al comportamento della materia- è assai difficile. E' assai difficile trarre soluzioni esatte dall'equazione di Einstein che descrivono il collasso gravitazionale; gli stessi tentativi di trovare soluzioni approssimate, mediante integrazioni numeriche eseguite con il computer, non hanno avuto esiti brillanti, anche se si tratta di un campo in rapida espansione".

mercoledì 13 marzo 2013

III) Lo strano modello di "buco nero"

Abbiamo già considerato, a proposito del "buco nero", che l'unica questione seria è la comprensione dello stato della materia alla massima densità, questione già posta dai newtoniani che avevano ipotizzato l'impossibilità, per qualsiasi forma materiale, compresa la luce, di sfuggire all'enorme attrazione gravitazionale di un corpo estremamente denso.

Vedremo ora, seguendo uno dei maggior fisici del momento, Roger Penrose, che la teoria della relatività, nonostante affermi l'inadeguatezza della teoria gravitazionale newtoniana, è costretta a ribadire più volte asserzioni "newtoniane", mentre, in senso relativistico, riesce solo a concepire caratteristiche strane -poste sempre tra virgolette, come ad esempio la "caduta" dentro il "buco nero" -che non hanno alcun reale significato.

Secondo Roger Penrose*, per densità ancora più grandi di quelle relative alle stelle di neutroni, non è possibile ottenere uno stato di equilibrio stabile. "La teoria gravitazionale newtoniana è allora del tutto inadeguata a trattare il problema e dobbiamo rivolgerci alla teoria della relatività generale di Einstein. Nel far ciò siamo portati a un modello così strano che in confronto persino una stella di neutroni sembra una banalità". Ma vediamo, punto per punto, la descrizione e la specificazione del modello strano di "buco nero" di Penrose. Cominciamo con la prima definizione.
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