domenica 13 aprile 2014

Bosone di Higgs: ma non era la particella ultima?

Che "la delusione della scoperta del bosone di Higgs", secondo l'espressione di Horgan, si sia manifestata già dopo la "scoperta" dell'inflazione (ovvero del gravitone e dell'inflatone) mediante radiotelescopio, non lasciando perciò a LHC neppure le briciole, non poteva certo finire lì. E, infatti, con quella incredibile versatilità che solo i teorici matematici della fisica irrealistica sanno esprimere, ecco saltare fuori la soluzione salvifica: LHC dovrà ancora lavorare producendo maggiore energia per verificare che ... il bosone di Higgs non è più la particella ultima, ma la penultima essendo composta di particelle tecnhicolor!!!

Veniamo a sapere di questo nuovo escamotage (che permetterebbe a LHC di continuare a sviluppare sempre maggiore energia, senza chiudere i battenti) da un articolo su Scienzainrete di Filippo Bonaventura, dal titolo "Il bosone di Higgs in technicolor". In questo articolo si ricordano alcune questioni che possiamo tralasciare per concentrarci sulla seguente.

martedì 8 aprile 2014

Aforismi di Balzac da "Teoria del camminare"

Per chi ama le facezie colte e anche qualcosa di più.

"La camminata è la fisionomia del corpo".
"Il riposo è il silenzio del corpo".
"Il movimento lento è fondamentalmente maestoso".
"Ogni movimento brusco tradisce un vizio, una cattiva abitudine".
"La grazia vuole forme arrotondate".
"Tutto in noi partecipa al movimento; ma esso non deve prevalere da nessuna parte".
"Il movimento umano si compone in tempi ben definiti, se li confondete arrivate alla rigidità meccanica".
"Quando il corpo è in movimento, il viso deve restare immobile".
"Ogni movimento esorbitante è una sublime prodigalità"
.

Balzac osserva inoltre: "E' certo che gli uomini più insigni hanno tutti piegato leggermente a sinistra la loro testa". Secondo lui si tratta di una postura apprezzabile. Si potrebbe aggiungere che la testa piegata leggermente a sinistra è segno di genuinità, quindi di sincerità. Al contrario, la testa inclinata a destra è segno di artificiosità e, se aggiungiamo gli occhi sollevati verso l'alto, abbiamo un segnale di ricostruzione artefatta, ad hoc.

lunedì 31 marzo 2014

Inflazione cosmica: lo scettico Horgan obietta

Rompiamo il silenzio per un paio di chiarificazioni sulle pretese scoperte empiriche attuate dall'ammirabile tecnologia umana.

Se una tecnologia grandiosa come LHC è stata "premiata" dalla (pretesa) scoperta del bosone di Higgs, e se, ingenuamente, qualcuno ha potuto pensare che ai cosmologi potesse essere gradita l'idea che LHC potesse fornire anche la prova empirica della teoria dell'inflazione, è successo, invece, appena otto mesi dopo, che a fornire la prova del gravitone e dell'inflatone sia stato un altro meccanismo: un radiotelescopio. Insomma, le due principali tecnologie della fisica contemporanea, utili alla sperimentazione del piccolo e del grande, rispettivamente gli acceleratori di particelle e i telescopi, per poter giustificare il loro elevato costo relativo agli impianti, alle maestranze e alle equipe di scienziati, in un periodo economicamente incerto quale l'attuale, dovevano necessariamente inanellare almeno un importante risultato a testa.

Che questi risultati si chiamino bosone di Higgs, inflatone o gravitone, lo dobbiamo soltanto alla circostanza che non esistono altre teorie fondamentali, appena appena accettabili, dal punto di vista empirico e della cosiddetta possibilità di falsificazione. Comunque, come già anticipato, in questo blog, gli stringhisti non staranno a guardare in silenzio, col rischio di perdere i vantaggi finora acquisiti nella "burocrazia" della comunità scientifica anglosassone. E con loro anche i sostenitori di molteplici teorie, più o meno strane, si faranno sentire. Basta solo attendere.

sabato 18 gennaio 2014

Lo strano paradosso che ostacola la comprensione della dialettica caso-necessità

E' giunto  il momento per l'autore di questo blog di fare un'altra pausa, ma non prima d'aver riflettuto su uno strano paradosso. In estrema sintesi si può affermare: è la superbia dell'individuo, il quale non accetta di appartenere alla sfera del caso singolare, che ostacola la comprensione della dialettica caso-necessità. E non c'è nulla che abbia sorpreso di più l'autore di questo blog, nella sua quasi trentennale indagine, del numero di prove empiriche sul fenomeno della superbia dell'io, persino del peggiore io che sia capitato sulla terra, del più sfortunato, del più sventurato, del più umiliato, del più mortificato e offeso: superbia che si manifesta nella repulsa della propria condizione oggettivamente casuale.

Nessuno vuole accettare di appartenere, come singolo individuo, alla sfera del caso. Con ciò intendendo che eventi individuali -quali momento della nascita, sesso, costituzione fisica, classe sociale dei genitori, reddito familiare passato, presente e futuro, ma persino stupidità o intelligenza- che appartenengono tutti, e sottolineo tutti, alla sfera del caso (come la fortuna e la sfortuna) vengono concepiti come appartenenti alla sfera della necessità e, di conseguenza, alle responsabilità individuali. 

Il giusto mezzo di Aristotele e la debolezza umana di fronte all'improvviso caso imprevedibile

E' noto il giusto mezzo aristotelico tra due estremi. Ad esempio: tra viltà e temerarietà c'è il coraggio, tra avarizia e prodigalità c'è la liberalità, tra ignavia e bramosia c'è l'ambizione, tra umiltà e orgoglio c'è la modestia, ecc. ecc. E il risultato di una autocorrezione è spesso il passaggio da un estremo all'altro, perché, come dice Aristotele: "Chi è cosciente di trovarsi a un estremo chiamerà virtù, non la posizione media, ma l'estremo opposto". E' per questa ragione che spesso il coraggioso può essere considerato un temerario dal codardo e un codardo dal temerario.

Aristotele fornisce una lunga descrizione, quasi un catalogo dell'uomo del "giusto mezzo". Ma per il nostro scopo possiamo limitarci alla seguente conclusione: "Egli è il migliore amico di se stesso ed ha il piacere di stare solo, mentre la persona priva di virtù o di capacità è il peggior nemico di se stesso e teme la solitudine". Qui troviamo, infatti, un elemento fondamentale che ci aiuterà a capire e risolvere l'intera questione: si tratta del termine "capacità".

venerdì 17 gennaio 2014

CHI FINANZIERA' LA PROSSIMA GRANDE SCOPERTA?

Facciamo nostro il titolo del contributo ("politica della scienza") comparso su "Le Scienze" Dicembre 2013, firmato dall'americano David J. Kappos*. Nel sottotitolo, l'autore scrive: "Micro-robot, farmaci personalizzati e altre tecnologie che potrebbero cambiarci la vita restano chiusi in laboratorio, in attesa di finanziamenti. Ecco come possiamo risolvere il problema". Si tratta dunque, principalmente di un problema di finanziamenti, che in sistema capitalistico seguono l'ovvia logica del profitto.

Kappos cerca di essere persuasivo con i seguenti argomenti: i laboratori scientifici continuano a fare continue scoperte. "Ma i successi della scienza non si traducono automaticamente in tecnologie capaci di conquistare il mondo. Questa trasmissione richiede tempo, denaro e pazienza: risorse che oggi scarseggiano". Perciò, "per ora viviamo di rendita e andiamo avanti solo grazie agli investimenti del passato" 

GRANDE SCIENZA = GRANDE TECNOLOGIA !

= GRANDI FINANZIAMENTI = GRANDI GUADAGNI = GRANDI PROFITTI!

La grande tecnologia produce "Una rete globale di idee per l'innovazione": questo è il titolo dell'indagine di "Le Scienze", dicembre 2013, su "Lo stato della scienza 2013", indagine che la redazione della rivista anticipa con un significativo contributo che citiamo qui di seguito:

"Molti di noi pensano alle invenzioni come idee che nascono dalla mente di un singolo individuo. Si tratta di una visione molto romantica ma decisamente lontana dal processo creativo che dà vita alle tecnologie che oggi plasmano il mondo, nel quale la collaborazione ha un ruolo sempre più importante: non c'è una lampadina che si accende nel cervello di una persona, ma tante lampadine, in una rete sociale di menti anche molto diverse tra loro. Oggi la connettività è sempre più pervasiva, e la possibilità di avere il contributo di scienziati e ingegneri di ogni continente ha ampliato più che mai gli orizzonti della creatività umana. Gli articoli delle pagine che seguono celebrano questa evoluzione e fanno luce su alcune sfide che comporta".
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